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Un percorso nello spirito: Liezi, 列子

15 maggio 2016

Liezi ricostruì il proprio percorso presso il maestro Huqiu, a un allievo impaziente che lo accusava di non prestargli attenzione. Dopo tre anni, Liezi confessò di aver accantonato le coppie “giusto/sbagliato” e “vantaggio/danno”; allora il maestro gli diede un’occhiata fugace, e nient’altro. Dopo cinque anni, egli riprese a vagliare i dualismi, parlando di successo e fallimento, affermazione e negazione; allora il maestro abbozzò un sorriso. Dopo sette anni, l’assenza delle coppie “giusto/sbagliato” e “successo/fallimento” tornò a imporsi nel suo cuore, nella sua mente e nella sua bocca; allora il maestro gli procurò una stuoia, permettendogli di sedergli accanto. Dopo nove anni, Liezi prese a pensare e a parlare a ruota libera: non sapeva se il giusto e lo sbagliato, il successo e il fallimento appartenessero a lui o ad altri, né di avere un maestro come guida spirituale. Fu allora che le sue qualità cominciarono a progredire: ogni senso adempì alle funzioni degli altri: l’occhio fu come l’orecchio, l’orecchio come il naso, il naso come la bocca. Liezi non capiva più su cosa poggiasse il corpo o facesse muovere i suoi piedi: seguiva il vento in ogni spostamento, senza esserne consapevole. Poté chiedersi, infine, se fosse lui a cavalcare il vento o viceversa.

da:Leonardo Arena, L’innocenza del Tao, Kindle edition 2015 (Mondadori 2010)

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From → filosofia

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