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John &Yoko

22 maggio 2016

Negli ultimi mesi di vita John lavora all’album Double Fantasy, dove Yoko è determinante, e una canzone riproduce la loro alchimia: Help Me To Help Myself. Il testo allude all’importanza che l’altro può assumere per noi, diventando una specie di bodhisattva buddhista, il quale ci aiuta a essere noi stessi e a prendere in mano la nostra vita per raggiungere l’altra sponda, il nirvana o la liberazione. Già, mi sono sforzato tanto di restare vivo, ma l’angelo della distruzione continua a infestarmi, eppure so nel mio cuore che non ci siamo mai divisi, oh no… Si allude alla separazione momentanea tra John e Yoko, o a che la natura buddhica, la scintilla dell’animo, non vada persa neanche nelle circostanze più amare: essa ci accompagna sempre e può neutralizzare il masochismo. Dicono che il Signore aiuta coloro che aiutano se stessi, perciò ti pongo questa richiesta nella speranza che sarai gentile, perché so che dentro di me non ero mai stato soddisfatto, oh no…Aiutami a essere me stesso: è la supplica paradossale, e l’altro ci aiuta a far emergere ciò che siamo. L’altro serve, ma sta a noi compiere il primo passo verso l’autorealizzazione. Il riferimento al Signore, a un dio, non va letto in una religione monoteistica, e allude alla unità di tutti i culti, come l’inno che compose George fuori dai Beatles, My Sweet Lord, che ha un riscontro laico in John Lennon. L’altro non può dare adito a un condizionamento o un plagio.

da: Leonardo Arena, Una introduzione alla filosofia di John Lennon, Kindle Edition 2015.

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From → filosofia

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