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Finale di partita? Buddha, Tao

31 maggio 2016

Ritroviamo il tema di Giorni felici e di Finale di partita. In quest’opera ci sono due protagonisti, di cui uno sta dentro un bidone dell’immondizia; in altri termini, la vita è questa e non c’è qualcuno che stia meglio o peggio. Solo finché la ragione sottolinea una differenza possiamo pensare che essa esista. Il difetto viene sempre rapportato al pensiero; in cinese, pensiero e angoscia sono espressi dallo stesso carattere: soltanto quando c’è il pensiero nasce l’angoscia, la paura del domani, oppure il timore del passato, per cui non si vive nel presente. Un altro tratto comune tra i personaggi di Beckett, i buddhisti e i taoisti: essi vivono tutti nel presente, nella meditazione. Se tornassimo a focalizzare la nostra attenzione sul presente, ci accorgeremmo che la paura si attenua, perché essa è sempre rivolta a un fine da raggiungere, o a un passato, a traumi e problemi, a conflitti dell’infanzia o a essa successivi. L’attenzione per il presente ci impedirebbe di sovrapporre la dimensione del pensiero alla spontaneità della vita, alla sua naturalezza.

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From → filosofia

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