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I personaggi di Beckett -sul pathos

1 giugno 2016

Il modello che i personaggi di Beckett presentano a un osservatore esterno dovrebbe far pensare. Alcuni di loro riescono a coltivare una specie di consapevolezza, quantunque, forse, non sia dato di vederla; tuttavia, il fatto che si presentino come persone comuni, che fanno tutto quello che tutti fanno e possono essere più o meno soddisfatte, può indicare la scoperta di qualcosa di nuovo, un’altra dimensione. Esse sono in cammino, e alcune arrivano a una consapevolezza, come Watt, e altre no. Non è che questi personaggi siano tragici, sembrano comici ma anche tragici: i due barboni nel Godot restano lì, immobili, mentre arrivano gli altri due, Pozzo e Lucky, in una situazione strana. È una specie di test nei confronti del lettore o dell’osservatore. Sta a noi vederli come comici oppure tragici. A volte sembra che loro stessi scoprano un qualche valore della vita, anche se, magari, agli occhi dell’osservatore esso non sembra tale. Murphy stava spesso sulla sedia a dondolo e noi potremmo dire che è un depresso, mentre per lui è uno stile di vita. Non è che Murphy fosse felice o triste, semmai era più felice che triste o catatonico.

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From → filosofia

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