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Zhuangzi e le istituzioni: anarchia taoista

2 giugno 2016

Le istituzioni non permettono di riattingere l’origine; non è nella vita sociale che potrà avvenire la realizzazione spirituale (shen): Zhuangzi si mostra pessimista nei confronti di una collettività che ne fraintenderebbe la dottrina. Ecco perché la sua figura ideale di saggio si vota alla pesca d’altura, senza lasciarsi coinvolgere dalle discussioni o dalla brama di carriera: egli ha già tutto ciò che gli serve. Non è un caso che questo tenore di vita abbia attratto i grandi poeti Tang, personaggi del calibro di Li Bo: rotolandosi tra i sassi d’una distesa desolata o appartandosi negli stagni e le paludi, essi non smarrirono mai l’autocoscienza. La loro dipartita non sarà celebrata con un sontuoso funerale, poiché giaceranno sopra la terra, senza trovare sepoltura; e se qualcuno avesse da ridire, invocando le necessità del li, si potrebbe rispondere che saranno il cielo e la terra a fungere da bara, mentre le stelle e le stagioni officeranno il rito. Ci sarebbe il rischio che i nibbi si cibino dei cadaveri; ma perché accordare una preferenza alle formiche, procurandogli un pasto sotto terra? È lo stesso Zhuangzi a prospettarsi una cerimonia del genere, ammonendo i discepoli che vorrebbero concedergli una sepoltura con tutti gli onori.

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From → filosofia

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