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Zhuangzi: utile del non uso,2

4 giugno 2016

L’utile è ciò che non (wu) ha uso (yong); ancora una volta, qualcosa che sembra avere una connotazione negativa si rivela positivo. Zhuangzi prende le mosse da Laozi: non era nel cap. XI del Daodejing che si esaltava la qualità della brocca di contenere i liquidi grazie alla sua cavità, o della finestra, che in virtù del suo vuoto consentiva la visione? Zhuangzi osserva che l’inutile può essere sfruttato più dell’utile; solo chi viva nell’ombra può avvertire certe sfumature: questi non maneggia il mondo, ma si limita a sfiorarlo; al pari del grande albero può vagare nel nulla, il paese del non luogo, che contiene virtualmente ogni realtà. Si prenda qualsiasi aspetto del mondo, un albero o altro, e se ne faccia il perno di una visione della totalità: il fulcro di Archimede è ovunque, se solo ci si prende la briga di cercarlo. Zhuangzi trasmette all’amico un insegnamento esoterico: è quando si smette di guardare al visibile che si scorge l’invisibile per dare adito a una nuova consapevolezza.

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From → filosofia

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