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Beckett: il fascino dell’assenza

9 giugno 2016

“Ma c’era qualcosa che mancava al sorriso di Watt, qualcosina che mancava, e le persone che lo vedevano per la prima volta, e la maggior parte delle persone che lo vedevano lo vedevano per la prima volta, a volte erano in dubbio su che cosa precisamente volesse esprimere. A molti sembrava semplicemente un succhiarsi i denti”. (S. Beckett, Watt, Milano, Sugarco).

Manca sempre un quid per capire cosa passa nella mente dell’altra persona: la telepatia è esclusa. Nel passo in corsivo, l’ironia si mostra. Chiunque, quando conosce una persona, la vede per la prima volta. È esclusa la reincarnazione, e si insiste sull’ovvio. L’ovvio può essere l’elemento nonsensical, su cui non ci si è mai interrogati, dandolo per scontato.

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From → filosofia

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