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Wittgenstein e Chan/Zen, 禅

19 giugno 2016

“La maggior parte delle proposizioni e delle domande che sono state poste su cose filosofiche non sono false bensì nonsensical (unsinnig) (…) Sono questioni del tipo se il buono sia più o meno identico al bello. E non c’è da stupirsi che i problemi più profondi non siano propriamente dei problemi” (L. Wittgenstein, Tractatus logico-philosophicus, 4.0031).

Il problema ci fuorvia, facendoci credere che c’è qualcosa da scoprire, e che ha una soluzione. Il nonsense è un reame concreto del pensiero, basta modificare l’opinione che ne abbiamo: anziché demonizzarlo, dirlo la componente precipua dell’essere. C’è una differenza tra il nonsense e il senza senso; nel primo caso, ci si spalanca davanti un mondo, anche per influsso del taoismo e del Chan/Zen; nel secondo, si danno soltanto questioni che sembrano disorientarci, come indicato nel passo. Mi sembra di poter dire, per la prima volta, che il primo tipo di nonsense può esser detto nudo e che, una volta scoperto, possa venir meno la distinzione stessa.

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From → filosofia

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