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Mostrami la tua mente

21 giugno 2016

“Ciò che può essere mostrato, non può esser detto” (L. Wittgenstein, Tractatus logico-philosophicus, 4.1212).

Un koan ci presenta Bodhidharma e un suo allievo, che ne diverrà il successore. Questi chiede al maestro di quietare la sua mente, e l’altro risponde: “Mostrami la tua mente, e lo farò.” Il discepolo dice: “Ho cercato la mia mente, ma non l’ho trovata”. Bodhidharma: “In tal caso, te l’ho quietata”. Mostrare e dire sono due cose diverse. Se l’operazione del mostrare fallisce, si può ricorrere al dire. Sentiamo però che il dire è un’azione di qualità inferiore. È come se il mostrare fosse legato all’intuizione. Il nesso tra il mostrare (zeigen) e il nonsense non va sottaciuto, quantunque per Wittgenstein neanche il mostrare sarebbe risolutivo – lo si ammette provvisoriamente, in quello che Nagarjuna avrebbe chiamato il piano convenzionale, quello della logica/linguaggio.

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From → filosofia

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