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L’ispirazione in musica: a beginner’s mind

2 luglio 2016

Nelle modalità dell’ispirazione, il fondamento indefettibile, l’asse, è per il musicista scelsiano la trasmissione dei suoni, ma in ciò non si è aiutati dalla percezione, la quale mostra sempre i suoni in sequenza, gli uni dopo gli altri. Occorrerebbe una percezione dell’Aum, ovvero la simultaneità del sentire, e neanche in questo caso il compositore dovrebbe organizzare il materiale sonoro, ma solo prenderne atto in conformità alla propria natura, sempre indescrivibile e colta nel non fare; solo perché, di nuovo, solo questo gesto aderisce alla propria personale vocazione. In toni zen, lo si può indicare come una sorta di dilettantismo geniale: è Suzuki Roshi a sottolineare l’esigenza di sviluppare una beginner’s mind, per rintuzzare lo specialismo o una visione analitica della realtà, e il modo migliore per farlo sarebbe affidarsi a ciò che già si sa fare da sé, senza bisogno di studi logoranti, o di virtuosismi. Solo a queste condizioni si potrebbe “entrare nel suono”, come attraverso una “barriera senza porta” (cinese: Wumen guan), titolo di una celebre raccolta di koan zen: una via d’accesso che si schiude solo per noi, e che comporta soltanto, ma non è poco, la difficoltà di accettare noi stessi: è proprio quello il punto da cui passare per realizzare l’opera d’arte che siamo chiamati a svolgere.

Da: Leonardo arena, scelsi: oltre l’occidente, Crac edizioni, Falconara Marittima 2016.

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From → filosofia

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