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Scelsi: Armut e non-suono

3 luglio 2016

Il processo o il contatto con la musica, il sonoro, il non-suono, è dato da kenosis, con cui ci si svuota a poco a poco delle nozioni incamerate, musicali o meno, e la visione del mondo si purifica delle scorie sovrastrutturali depositatesi nel tempo. Sarà forse per questo che la musica di Scelsi, in molte fasi del suo sviluppo, si presenta come slegata dalla storia, quasi non avesse antecedenti, tranne la coscienza dell’artista? “Ma insomma, che musica è questa? Melodia non ce n’è; ritmo non ce n’è; che cosa resta?” Come se il dilettante geniale avesse bisogno di farsi il vuoto intorno, di ritornare nudo con il beneplacito e il supporto di una musica nuda, svincolata da una cronologia. E così si presentano le opere di Scelsi, che possono, certo, essere vagliate alla luce di una prospettiva armonica, ancorché dispensabile – lo stesso vale per la musica indiana, la quale procede in ambito modale, nei toni e la dinamica del raga. Minimizzando i mezzi si arriva alla povertà spirituale, non alla carenza, di questa musica e lo stile di vita che la anima e dalla quale è animato.

da: Leonardo Arena, Scelsi: oltre l’Occidente, Crac edizioni, Falconara marittima 2016

http://edizionicrac.blogspot.com/2016/03/leonardo-vittorio-arena-scelsi-oltre.html

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From → filosofia

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