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Scelsi: due livelli del suono

11 luglio 2016

Vari moniti se ne traggano: uno mediato dalla scuola del nudo, dal maestro Nagarjuna (II sec. D. C.), dalla teoria dei due piani di realtà, la convenzione e il supremo, o quello della logica/linguaggio e ciò che lo oltrepassa, rispettivamente incarnati e rappresentati dalla tela all’istante e quella di fattezza superiore, per pochi intenditori. Accanto a questa, la mia interpretazione, quella di Scelsi, secondo cui la trascrizione dell’opera è lunga, l’ispirazione è istantanea. Oppure: ciò che lo studio, matto e disperatissimo, può fare è rendere edotti di schemi e regole compositivi, ma l’intuizione ispiratrice lo travalicherà sempre, facendo balenare un panorama sonoro più ampio, e neanche sonoro, bensì insonoro, il non-suono, partendo dall’idea che nulla lo produce e che non potrà mai essere confezionato. Anche dire che derivi, poniamo, dagli esseri celesti, è une façon de parler, per approssimazione. Va da sé che i parametri comuni di riferimento del compositore, melodia, armonia e ritmo, non possono che suggellare il convenzionale, senza scalfire il supremo, nudo e irrappresentabile…

da: Leonardo Arena, Scelsi: oltre l’Occidente, Falconara marittima, Crac edizioni 2016.

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From → filosofia

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