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Epoché e mutazioni

20 luglio 2016

“Ma come è nata questa sensazione, che avesse avuto luogo un cambiamento, diverso da un cambiamento di condizione?” (S. Beckett, Watt, Milano, Sugarco, n.d.)

Watt nel vortice delle interpretazioni fenomenologiche. Non è Husserl, né lo vorrebbe. Non è neanche Gentile, che poté influenzare Husserl. Appena si volge alle cose Watt scopre con imbarazzo e stupore che cambiano, e non sono mai le stesse. Si chiede come mai riesce a percepire questa situazione, e le preferisce l’epoché, senza alcuna cognizione fenomenologica. La sua soluzione: c’è un cambiamento, ma non di condizione. Il nonsense attecchisce, sulla falsariga di Lewis Carroll.

Estratto da: Leonardo Arena, Watt la cosa e il nulla, Kindle Edition 2016.

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From → filosofia

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