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La paura del vero, il vero

26 luglio 2016

Se si ha paura della verità (come me adesso), non si sospetta mai la piena verità” (L. Wittgenstein, Quaderni 1914-16, tr Conte, Einaudi, p. 99).

Sempre più correlati, il piano esistenziale e logico: Wittgenstein sulla pista di Kierkegaard. Il filosofo non può che parlare di sé, non potendo accantonare i suoi problemi, quelli che sente tali, neanche per un attimo, meno che mai nelle sue riflessioni. Schopenhauer aveva presentato la ricerca della verità come un compito impegnativo, penoso; Wittgenstein sembra seguirlo. Per lui, ancora più che in Schopenhauer, le vicissitudini del filosofo non sono da disgiungere dall’impianto del suo pensiero. Anche per questo la parte “mistica” o conclusiva del Tractatus sembra a molti, me compreso, più rilevante. Da un altro punto di vista, il passo è un koan, da non commentare o, il che è lo stesso, da affidare alla meditazione e non più o non solo alla logica.

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From → filosofia

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