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Il pregio dell’indifferenza

27 luglio 2016

E vi chiedo di pensare a me sempre con indulgenza, come voi desiderate che si pensi a voi con indulgenza, sebbene com’è ovvio personalmente mi sia perfettamente lo stesso che si pensi a me con indulgenza o con rancore, o che non si pensi affatto. Buona notte.” (S. Beckett, Watt, cit.)

È il rifiuto del duale: il saggio può non curarsi delle opinioni altrui: il biasimo e la lode non lo toccano. Si desidera che un pensiero indulgente, assolutorio, rechi meno disturbo, secondo il principio della reciprocità: non è forse qualcosa che vorremmo per noi stessi? Che non si pensi a noi può andare, è il massimo che potremmo aspettarci. Da un punto di vista logico, non emotivo, è indifferente che gli altri ci pensino in un modo o nell’altro, o che non ne occupiamo la mente neanche per un attimo.

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From → filosofia

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