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Scelsi/Krishamurti: addenda

3 agosto 2016

Ma non è tanto importante che Scelsi punti l’indice su quello che potrebbe essere un difetto di Krishnamurti, per cui questi non sia “disposto a tollerare né contraddittorio né obiezioni”. Scelsi replica, penso inconsapevolmente, le obiezioni mosse a uno Schopenhauer, poniamo, o a chiunque pretenda di indicare una Via, un tao, dove la ragione o la logica venga posta contro se stessa. Come si può distruggere la volontà di vivere, l’unico ente reale, attraverso l’intelletto, che ne è l’epifenomeno? Un’obiezione che non centra la portata antispeculativa dell’impostazione schopenhaueriana, e pretende di ricondurre tutto al piano del linguaggio e della logica. Insomma, si deve essere coerenti, una volta mostrato che la coerenza è nefasta, figlia dell’illusione? Scelsi penserebbe di no, ma poi biasima chi si mostra irrazionale – la ricostruzione logico-linguistica della polemica Scelsi/Krishnamurti può essere altrettanto inficiata dalle argomentazioni che tenta di smontare; ancora una volta, si cadrebbe in quell’aspetto anirvacaniya dal carattere vedantin, che qui si palesa a più riprese. È probabile che il vero motivo della disputa, in Scelsi, sia da ricercare nell’atteggiamento dissacrante che Krishnamurti adotta nei confronti dei grandi maestri dello spirito…

Estratto da: Leonardo Arena, Scelsi: oltre l’Occidente, Falconara, Crac Edizioni 2016

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From → filosofia

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