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Non perdiamoci Freud

27 agosto 2016

Va da sé che il ritorno di Lacan a Freud non si fregia della fedeltà al modello, ma vorrebbe aprire nuove porte, appena si richiama a Freud. Lacan è consapevole di una tradizione remota, dove l’allievo surclassa il maestro, o ci prova, Platone con Socrate, Aristotele con Platone, Nietzsche con Schopenhauer, per citare gli esempi più illustri. L’ennesimo paradosso dell’operazione lacaniana: che il ritorno a Freud sia, e non solo sulla carta, lo stravolgimento di Freud, attraverso i tre nodi del reale, il simbolico e l’immaginario, la durata non prestabilita della seduta, ecc. C’è continuazione e novità, come per il Chan/Zen nei confronti dei suoi modelli, da colui che per comodità è definito il Buddha storico, a Nagarjuna, e ai maestri, talora anonimi, della scuola Yogacara.

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From → filosofia

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