Skip to content

L’ombra del divino

29 agosto 2016

Le tradizioni dello spirito additano la stessa meta: siate voi stessi; sempre meglio che replicare gli altri. L’emulazione non porta lontano oppure, se lo potesse, non saremmo noi stessi. Lo penso, e ne ho fatto una parola d’ordine, ma trapela un dubbio: chi siamo, ovvero chi sono io? C’è una unità dietro ai miei istinti e inclinazioni? La questione non ha risvolti filosofici, ma pratici: come faccio a sapere quale parte di me stesso soddisfo con un’azione? Io accolgo il bene e il male. Sono buono e cattivo, spregevole, mentre mi auguro la morte del nemico: è la mia vera natura? O è quella che respinge il pensiero: “Ma no, è un pensiero criminale, e poi, e poi…Non cambierebbe nulla se la persona venisse uccisa, la tua vita non sarebbe diversa…” Un punto di vista gnostico è preferibile: si accettano i propri lati negativi, la delinquenza, e non è detto che il pensiero malvagio si traduca in atto. A chi si interroga sulla malvagità di Dio, che ha permesso i pogrom e lo sterminio, si può replicare: c’è un lato in Ombra di Dio, una parte tirannica, spietata, che si incarica del male. Difficile ubbidire al comandamento “Siate voi stessi”, a meno di far trionfare una parte di noi sempre diversa, ritenendola il nucleo della nostra personalità. Anche la domanda “cosa voglio?” ha lo stesso valore di “chi sono?”; si lega alla stessa incertezza.

da: Leonardo Arena, Illusioni, Kindle Edition 2016

Annunci

From → filosofia

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: