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L’io e il sé

21 settembre 2016

Si potrebbe accettare la distinzione tra l’Io e il Sé di Jung, che si ritrova nell’alchimia. I termini cambiano, ma i maestri alludono alla distinzione, che non va presa alla lettera, e allude a un “come se”. Non è detto che lo schema non possa essere adottato, ma è meglio non aggrapparvisi. Il fenomeno della morte ha un diverso strascico per l’Io o per il Sé: il primo la teme, l’altro potrebbe cercarla. Non sappiamo cosa sia meglio, la vita o la morte. Sono i pregiudizi a lasciarci concludere per la vita. C’è un pensiero che ha bisogno della causa/effetto, dei concetti, ma non è detto che lo spirito debba appoggiarvisi. Se si accetta la sconfitta, si scoprirà che il disgusto pertiene all’Io, mentre il Sé vi trae vantaggio. I samurai non temevano di perdere la vita, e guardavano oltre l’Io. Si chiude una porta, si apre un portone.

L. Arena, Illusioni, cit.

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From → filosofia

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