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La comunicazione ideale

23 settembre 2016

Il vero scopo dell’insegnamento dovrebbe renderlo superfluo. Occorrerebbero allievi predisposti. Ci si potrebbe sedere, e alzarsi e guardare se stessi sulla sedia vuota, mentre l’uditorio la fissa. Si dovrebbe far tacere la parte di noi che pensa di istruire, o che vuole intervenire per fare impressione. La comunicazione avviene nel silenzio, o evitando di dire tutto ciò che si sa, lasciando all’allievo di completare il discorso. Più si vuole insegnare, meno vi si riesce, e siamo scontenti, noi e gli allievi. Lo si vada a dire ai sedicenti maestri, che non fecero altro nella vita! Il problema non sta soltanto dalla parte dei discepoli. No teacher vuol dire comunicare senza pretendere di istruire l’altro. Si scende dalla cattedra, e si sarà incisivi. Nel dialogo si procede così. Se qualcuno volesse assurgere al rango di maestro, non dovremmo far altro che ascoltare. La posizione subordinata è la migliore: ci fa realizzare il vero intento della comunicazione socratica. In futuro non ci saranno né maestri né allievi, ma solo apprendimento.

da:L. Arena, Illusioni, op. cit.

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From → filosofia

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