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Il filosofo transpersonale

26 settembre 2016

Oggi si tende a voler restare nella Storia, sia pure con un libro. Altrove l’arte e la filosofia erano impersonali, transpersonali: ignoriamo chi fosse Patanjali, l’autore del Daodejing o del Qohelet. Chi non conosce il nome proprio ha meno pregiudizi: non si aspetta certe parole, una certa visione del mondo. All’inizio, si prende in mano un libro con entusiasmo, poi, appena prevediamo il pensiero dell’autore, si perde interesse, e lo si accantona. La sottolineatura ha pregi e difetti. Fosse per me, non annoterei niente. Poi mi dico che facendo lezione potrei tornare sui passi evidenziati: un’abitudine, forse salutare. Ma è parlando del proprio libro, che non è stato ancora scritto, che si aprirebbe un discorso infinito.

L. Arena, Illusioni, cit.

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