Skip to content

Ispirazione: vibrazione, Suzuki Roshi

24 ottobre 2016

Nelle modalità dell’ispirazione, il fondamento indefettibile, l’asse, è per il musicista scelsiano la trasmissione dei suoni, ma non si è aiutati dalla percezione, la quale mostra sempre i suoni in sequenza, gli uni dopo gli altri. Occorrerebbe una percezione dell’Aum, la simultaneità del sentire, e neanche qui il compositore dovrebbe organizzare il materiale sonoro, ma prenderne atto in conformità alla propria natura, indescrivibile e colta nel non fare; perché questo gesto aderisce alla propria vocazione. In toni zen, lo si può dire un dilettantismo geniale: è Suzuki Roshi a sottolineare l’esigenza di sviluppare una beginner’s mind, per rintuzzare lo specialismo o una visione analitica della realtà, e il modo migliore sarebbe affidarsi a ciò che già si sa fare, senza bisogno di studi logoranti, o virtuosismi. Si potrebbe “entrare nel suono”, attraverso una “barriera senza porta” (cinese: Wumen guan), titolo di una raccolta di koan: una via d’accesso che si schiude per noi, e che comporta la difficoltà di accettare noi stessi: è il punto da cui passare per realizzare l’opera d’arte che siamo chiamati a svolgere.

da: L. V. Arena, Scelsi: oltre l’Occidente, Crac, Falconara 2016

Domani, martedì 25 novembre ore 17:30, la presentazione del mio libro su Scelsi e del corso di meditazione presso i locali della società operaia di porto San Giorgio (FM): “La musica come via regia alla meditazione”

Annunci

From → filosofia

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: