Skip to content

Note ai margini del nulla

29 ottobre 2016

Si dice che Bodhidharma incontrò un grande sovrano, Wu del Liang, e costui gli chiese: “Qual è il significato delle sacre verità buddhiste?” La sua risposta fu iconoclasta: “Non sono sante, nulla è santo.” Ma poi, alla nuova domanda, si alimentarono i dubbi. Il re, sconcertato, non poteva che chiederselo, e pensò ad alta voce, prima che la parola gli restasse in gola, o il pensiero mutasse, in tante nuove forme: “Ma allora, chi mi sta davanti?” Fushiki, rispose Bodhidharma nella lezione giapponese del koan. Nella risposta si annida la portata del nonsense. Essa risuona in tanti echi, nella nostra lingua. Al primo livello, “non lo so”, a un altro, “non distinguo”. O suona come un’ingiunzione, lanciata con irriverenza all’indirizzo di un sovrano.

Confucio disse: “Ti dirò cos’è il sapere; ammetti di sapere ciò che sai, e ammetti di non sapere ciò che non sai: questo è il sapere”. Lunyu, 2, 17.

Annunci

From → filosofia

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: