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Eros e nonsense

6 novembre 2016

Dove si arrapa per nulla (rien), dove nulla arrapa, dove il nulla “arrapa” (J. Derrida,Glas, Milano, Bompiani 2006, p. 139).

La traduzione è rivista: non capirò mai perché, come in certe traduzioni di Heidegger in italiano, si preferisca il niente al nulla; il nulla atterrisce? L’arrapamento può e deve coesistere con il nulla, che tendo a inquadrare come il nudo. Esso potrebbe essere la meta finale, non solo di ogni ermeneutica, ma di ogni erotismo che si pretenda tale. Perché, bisognerebbe scriverlo, l’erotismo è il luogo del venir meno del senso, la possibilità dell’affiorare di una illuminazione (satori), come aveva previsto Ikkyu, il maestro zen giapponese. Che altro potrebbe arrapare, se non il nulla? Il nulla che si cela dietro a sé, e balugina nei momenti del godimento orgasmico…L’arraparsi non ha altro scopo, né ragione, tranne che in virtù di se stesso: il rinvio al nudo. Lo si dica nulla o nudo non muta la questione. La psicoanalisi ha un bel dire: non si coglierà mai il mistero dell’arrapamento.

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From → filosofia

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