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Derrida nell’hors-text

7 novembre 2016

“…Sempre che leggere voglia dire decifrare un senso o riferirsi a qualcosa” (Glas, cit., p. 183).

La posta in gioco è capire o intendersi a vicenda. Strano pensare che ci si possa distogliersene, come Derrida ci invita a fare. Si aprirebbero altre possibilità di lettura, e forse il potersi comprendere. Una lettura ludica, privata dello sforzo di appellarsi al significato, o inseguirlo. Il limite di un commento a Glas o a opere similari: esse parlano senza parlare e ogni commento suona sterile, impotente e inadeguato. Anche la lista di aggettivi non coglie il bersaglio, ma allora perché scriverne? Già, perché? Nei momenti migliori della lettura di Derrida non troviamo il senso, e ci sentiamo alleggeriti.

L. V. Arena, L’altro Derrida, ebook, 2015

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From → filosofia

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