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Vero/falso at issue

8 novembre 2016

“…Non essendo comunque falso il non ridursi più al vero” (j. Derrida, Glas, cit., p. 227).

Finché si resta nella dualità vero/falso il rinvio a uno qualsiasi dei due termini è improprio. Ciascuno di essi perde senso, privato dell’altro. Una nuova prospettiva si profila: il falso potrebbe non essere più o non soltanto il contrario del vero; altrimenti, verrebbe screditato, travolto dalla frenesia dei cercatori del vero. Supposto che tu dica il vero, dice A a B, il falso non è da ridursi al non vero, al contrapposto del vero. Ecco: la lingua incespica, e la parola pure, ogni qual volta il binomio vero/falso sia messo in discussione, tentando di non vederlo più nei modi dell’opposizione, bensì dell’alterità. Platone compì questa operazione rispetto a quella che sembrava la polarità irriducibile, essere/non essere; affrontò la questione appellandosi alla dialettica, che smentiva la non ancora nata logica aristotelica. Oppure il falso potrebbe essere non ostile al vero, che non lo ingloba. La postilla potrebbe soddisfare gli esorcisti del nudo.

L. V. Arena, L’altro Derrida, ebook 2015

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From → filosofia

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