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Testi multitasking

10 novembre 2016

“Perché scrivere almeno due testi alla volta?”(J. Derrida, Glas, cit., p. 323) “Se scrivo due testi alla volta, non potrete castrarmi. Se de-linearizzo, io erigo” (p. 327).

Si risponderà perché così, a onta del perché, ci si rende disponibili alla disseminazione, distanziandosi dal voler dire. Si cerca meno un filo, nella spasmodica tensione a “cosa ha il filosofo veramente detto”. Si è meno vittime della frustrazione, accettando il fenomeno senza accorgersene: è ciò che la moltitudine dei testi, la polivalenza, permetterebbe allo scrittore che rifiuta di farsi partigiano del senso. Un’abdicazione, lieve e gradevole. Il pensiero lineare cessa di interessarci per l’eccesso del coinvolgimento razionale che richiede. Quando la vocazione esegetica viene potenziata, ne è danneggiata la comprensione. Questa posizione non avrebbe bisogno di essere legittimata, ma Derrida lo fa. Il che non indica una debolezza, bensì una concessione al lettore, purché questi non si perda nell’attaccarsi al minimo referente significativo.

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From → filosofia

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