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Beckett: lasciar (ac)cadere

13 novembre 2016

“Come quando un uomo, avendo finalmente trovato quello che cercava, una donna, per esempio, o un amico, lo perde, o si rende conto di quello che è. E tuttavia, è inutile non cercare, non volere, perché quando smetti di cercare incominci a trovare, e quando smetti di volere, la vita comincia a cacciarti in gola il suo pesce con le patatine finché vomiti.” (S. Beckett, Watt, Milano, Sugarco).

Il pensiero ha attecchito, dunque il dubbio, l’angoscia. Watt si interroga sul da farsi, stila un progetto, ed è fuori dall’Eden. La crisi dell’esistenza. Meglio tentare di soddisfare il desiderio? Non vi si riuscirà. L’adozione della prospettiva inversa è altrettanto inadeguata: chi non cerca trova, come Watt sa. Lo sanno anche i meditanti, gli orientali, tutti coloro che perseguono qualcosa e lo lasciano cadere, come se non li interessasse. Questo vale per lo Zen, per lo Yoga.

L. V. Arena, Watt, la cosa e il nulla, Kindle Edition 2015

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From → filosofia

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