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Beckett and Krishnamurti

17 novembre 2016

“Provo una sensazione che è in ogni particolare simile a una sensazione di dolore, dolore per ciò che è stato, è, e ha da venire, per quanto riguarda me personalmente, perché con i crucci e le difficoltà degli altri io per il momento non sono in grado di affliggere la mia testa.” (S. Beckett, Watt, cit.)

Il saggio prova dolore? È in questione una valutazione dell’esperienza, subito disattesa. Ammettendo i tre tempi si cade nel dolore. Watt ragiona come Krishnamurti. Ognuno è preso nel suo mondo – la monade di Leibnitz –, da cui non saprebbe uscire. Posso capire il mal di denti dell’altro? Se lo chiede Wittgenstein, e Watt non esiterebbe a rispondere. Non parliamo dei problemi psichici altrui, che superano la capacità di comprensione di Watt (e di Wittgenstein, che ha ponderato l’opera di Weininger, Sesso e carattere).

L. V. Arena, Watt la cosa il nulla, cit.

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From → filosofia

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