Skip to content

I sufi e l’ego

21 novembre 2016

Il percorritore del Sentiero non si qualificherà mai come Sufi; altrimenti, vanificherebbe le proprie acquisizioni. Nelle parole di Kharaqànì (morto nel 1034), “il vero Sufi è chi non lo è”. La relazione di un Sufi con Dio ha un carattere personale, e non dev’essere divulgata. Molti si autodefiniscono Sufi senza esserlo, e desiderano godere del prestigio sociale. Il vero Sufi celerà la sua natura, e non pecca di superbia. Un’autostima eccessiva è sintomo della egemonia del nafs (cfr. cap. 2): è un’attestazione di orgoglio, in contrasto con l’umiltà, requisito essenziale dell’adepto. Talvolta i Sufi vengono costretti a dissimulare le proprie qualità, e si fanno biasimare pur di svilire l’Io. È il caso dei Malamatiyya, la “gente del biasimo”: essi preferiscono lasciarsi insultare e passare per pazzi, anziché mostrare la propria grandezza. Mirano a colpire il narcisismo, serio ostacolo alla maturità spirituale. La virtù viene celata, e ci si attira ogni sorta di critiche.

(L. V. Arena, Introduzione al sufismo, ebook 2014)

Annunci

From → filosofia

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: