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Nigredo sufi

23 novembre 2016

Un Sufi non tenterà di debellare un sintomo psicogeno: sa che non proviene dall’esterno. Come riconosce la medicina psicosomatica, la malattia è il modo con cui l’individuo cerca di affrontare la vita: essa ci dà un insegnamento. Da una crisi esistenziale può nascere una nuova personalità, una salutare modificazione del carattere, come affermano Dethlefsen e Dahlke in The Healing Power of Illness, Dorset 1990). Il Sufismo è l’arte dell’alchimia interiore: l’uomo passa attraverso il negativo per scoprire tutte le sue potenzialità positive (rinvio al mio The Shadows of the Masters, ebook, 2012). È la fase della nigredo in alchimia. Non prenderne atto significa sprecare una preziosa opportunità. La malattia va accettata come una produzione propria, e cela una valenza positiva. Si assume un atteggiamento diverso, e nocivo, quando si cerca di sbarazzarsene. L’individuo ne diviene succube, e permette alla malattia di condizionargli l’esistenza.
(L.V. Arena, Introduzione al sufismo, ebook 2015).

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From → filosofia

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