Skip to content

Sufismo: Nuovi modi del pensiero

29 novembre 2016

Si consideri il seguente racconto coranico dell’incontro di Mosè con uno schiavo, che è presumibilmente Khidr. Khidr, o chi per lui, permette al profeta di accompagnarlo, a patto che non ne commenterà le azioni. Mosè è disposto a seguirlo a quelle condizioni. Lo schiavo compie tre azioni, in apparenza riprovevoli: fa colare a picco un vascello, uccide un giovane, e restaura il muraglione pericolante di una città dagli abitanti inospitali. Mosè, infrangendo l’accordo, rivolge di volta in volta parole di biasimo al suo compagno. Alla terza occasione, lo schiavo conclude che dovrà abbandonarlo. Non prima, però, di avergli svelato il senso dei suoi atti: il vascello sarebbe stato confiscato ai suoi proprietari, poveri marinai, da un monarca dispotico; il giovane era arrogante e presuntuoso: stava per traviare i genitori; la riparazione del muraglione ha permesso ai due orfanelli che lo possedevano di scoprirvi un tesoro. La logica delle azioni del saggio non è la stessa dell’uomo comune, né si deve giudicare in base all’apparenza. Il maestro dovrà suscitare le perplessità dell’allievo, come fece lo schiavo con Mosè per prospettargli le possibilità di nuovi modi del pensiero.

(L. V. Arena, Introduzione al sufismo, Kindle Edition 2014)

Annunci

From → filosofia

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: