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Philip Dick in orbita (reprise)

7 dicembre 2016

Riaccolgo questo post di annate passate, non trascorse,o l’inverso, il nome-garanzia e tutto quanto il resto, io dico, senza investiture, nobel, ecc., contro una Esegesi che seppe dire poco del molto che vi si celava dietro, e quindi: Horse-fat-lover, di nuovo:

Finalmente il filosofico nella SF, con Valis, che è (No)Valis, al primo posto; specie il primo tomo, cosa dicono gli esegeti, se non menzionano lo Yogacara, una rilettura del radicale assoluto che non si fece fuorviare dalla scuola del Vuoto? Eppure, eppure…Costruzione di mondi, come Vasubandhu, come…Chi disse che Samkara è come Meister Eckhart, punto più alto della non riflessione dickiana. Non dickensiana. Copyright delle idee, se serve, da Dick a Matrix, per tacere di Lost e tutti gli altri. Epigoni. Universi che crollano? Sì, ritorna il vuoto, o come dico il nonsense. Dick, uno dei nostri, flashback ai 60, mia scorpacciata di riletture: trilogia di Valis, A Scanner Darkly, buono anche in italian; l’indecisione tra Kant e Hegel, nessuno dei due, verso a/-a, il Vedanta, il migliore. Trasuda anche in Ubik; passaggio da Ubik a Valis, attraverso il Cacciatore di androidi; bé, Blade Runner in pillole, distillato di saggezza dickiana. A Scanner Darkly: “Non sono un personaggio del romanzo, Io sono il romanzo”. Dick megalomane, Dick tutti noi, Dick che sfiora Hendrix e Berkeley, il filosofico che si misura con Heidegger e sorvola il Nulla, tutto proteso a sviscerare il mondo: solo la mente è, da dire: la mente e non le cose, non i sensi, ma anche tutto questo. Mirabile presenza del citta come dato percettivo, come coscienza, come…Quanto ci hai anticipato, Dick, con i tuoi non sequitur, dialoghi profondi, il filosofico, non proprio come William Gibson, non Gibson, te ne siamo grati? Pragmaticità indefinibile, tutti protesi verso l’indefinibile, anirvacaniya, ah sì: Samkara non avrebbe detto diversamente. Ci turbi, Dick, ancora oggi, noi tutti, formiche elettriche degli anni 10, e come suona strano!, accogliamo le tue molteplici identità senza stupore, taumazein, che riserviamo all’ultimo non sistema metafisico, e a te diamo le briciole, ma ci lasciamo incantare, sempre taumazein, da quel tuo dire soffuso, specie in Valis, ancora, dove ti prendi con il Romanticismo, ciò che ne fu, Schlegel e Novalis, quando si accolsero i primi vagiti di un orientalismo imminente, annunciante, presago, di mille turbamenti filosofici, che Schopenhauer accolse, poi tutti gli altri. Quando fai i nomi, Dick, è un carosello, o un rock, tu sì, eri rock, sei rock e sempre lo sarai. Amen. Icona, prima ancora che persona, un nome, il senza mito, neanche il bodhisattva che tu stesso infili tra le righe. Sfiori. Eckard come Eckhart, credo, sì, non è audacia…espressiva, ermeneutica, e poi: si potrebbe? Si potrebbe sopravanzarti come un Jack Kerouac nei Dharma Bhums? Potresti essere, persino tu, qualcosa in più del beat? Ah, eccome no! L’esegesi. Già. Dick, che accolgo nel nonsense, per la rapidità degli incontri o transazioni, per aver detto del nudo, che tu chiamavi con i nomi del filosofico convenzionale, talvolta, anche no. Ah, Dick: ti inseguo dove non sei, mi prostro davanti alla tua goffaggine stilistica, vero segno del genio; Dick, tu ti fai beffa degli esperti, e di esegeti che ora ti scompongono, sino a…Dick sul tavolo della morgue. Ora sì, fama postuma, molto più che postuma; Dick, di cui aspettiamo sempre un huovo Nachlass che possa sempre di più stupirci. Dick, che ci inviti a cantare e scrivere con il sottofondo di Purple Haze. O Little Wing. O, meglio, molto meglio Fire. Dick, con Jimi Hendrix al fianco, cosa non ci facesti? Dick, devo ancora rileggere le stimmate di Eldritch: lo farò, prometto, alla luce di Lovecraft, di quel Bankei che tanto ti somiglia e che forse non leggesti. Non potevi? Dick, per il quale lo Zen era mero flatus vocis. Dick: cosa potrei mai dirti che non suoni un affronto? Dick, ti hanno inventato, prima ancora che fatto. Dick? Sei fatto? Allora seguimi, nei prati dove Valis era l’altro nome del nudo, o Ubik, l’onnipresente alayavijnana che almeno potevi nominare…Sì, a uso e consumo dei loser che noi siamo. Noi e te. A ogni angolo di mondo, contro Vanilla Sky, verso i Vanilla Fudge.

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From → filosofia

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