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Kerouac nel samsāra del nirvāna

11 dicembre 2016

Jack. Jack Kerouac. chi? l’eterno vagabondare, più di On the Road, dentro se stessi, il viaggio, finalmente. Jack e Gary Snyder; identificazione, semmai vi fu, con l’orientalista ondivago, ribelle, ma pur sempre orientalista, che fu: Snyder. snidato, finalmente; era ora. Tutto è lo stesso: così suona il programma; Huayan o Zen (Chan), semmai vi fu, un programma, un progetto (Entwurf), ma senza Heidegger. No. lontani. tutto è lo stesso: Allen come Jack, come William, come Gregory. l’eterna parata dei nomi propri, incessante. un vagabondo è come un altro, senza essere sicuri che un bhum sia vagabondo, ma come renderlo altrimenti…? I soliti problemi della traduzione. Versione impolverata, Mondadoriana, di me che cerco I sotterranei, io molto giovane, e il commesso della libreria che dice: “il libro è sequestrato”; io a dodici anni, forse…Meandri del nonsense che si attardano nella mia mente, costruzioni a posteriori. “Senza uscire di casa, conoscere il mondo”: il mio viatico di Laozi. Unterwegs. noi tutti così, senza cercare, senza mai trovare, senza inseguire. Tutto è lo stesso; insomma, il nudo. queste frasi suonano prevedibili od ostiche, assecondiamone il punto di vista, ma non drishti, no, non cadiamo nella rete o trappola, delle opinioni. Vero, Jack? E non dico Jack Shepard. Jack, per noi sarai sempre Kerouac, che assimilò il buddhismo e l’haiku nello stesso istante, foriero di eternità. L’eterno ritorno dell’uguale, sulla West Coast. Esalen, ancora un miraggio, Esalen di lontano…L’haiku di Shiki esempio di haiku, ma poi, nell’haiku, niente gerarchie, o hit parade; l”haiku è…Tutto è lo stesso. di nuovo. Jack che rincorre l’haiku e s’accorge della sua ineludibile semplicità. Come la poetessa giapponese, non ancora poetessa, allora; non sapeva comporre. e nel rendere il verso dell’uccello dell’alba, non seppe che…ripeterne il nome e il verso. questo era l’haiku, no Jack? “Buche nere che fanno le sorgenti”…Ancora troppo Ungaretti qui, con buona pace dell’ermetico italiano, ermetismo. Ungaretti che mi sedusse quando non conoscevo Jack. E Allen. e Ducasse, Lautréamont. ma tutto è lo stesso, no? La massima che chiude il Wumenguan, idealmente: “arrivi in cima e continui a salire”. in vetta, da lì tutto si vede meglio, ma…non sei arrivato, no, e dirai che anche questo è il nonsense. No, Lenny? l’oca che è già uscita e quello che sulla vetta più alta continua a salire. oltre il punto limite, ground zero. tutto ciò che abbiamo. Non si può vivere qui, ma non c’è altro; disse Jack, o Nietzsche, (Jack Nitzsche, senza la e, era il tastierista degli Stones); scoprendo che gli organi di senso e la mente sonotutto ciò che abbiamo, e che…Il velo di Maya, semmai vi fu, non il punto limite, Ding an sich, la cosa, la cosa in sé; ma allora, come conoscere il mondo esterno? Lo vedi, Jack, dove ci portano le tue parole? La Terra Pura esiste? Lo chiedono ad Alvah/Allen. Japhy non s’interessava al buddhismo sud orientale, bensì allo Zen, artistico, e Jack insisteva a dirgli che erano la stessa cosa. Lo sono, Jack? O è questo il koan dove tu, e noi stessi, tutti noi, sprofondiamo. Ecco, l’oca è uscita, scucita…! Davvero?

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From → filosofia

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