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Sade con Bataille: encore

27 dicembre 2016

Un giorno, lessi di Pessoa, il quale non si nascose dietro agli pseudonimi e titolò – o altri lo fece – un suo libro “Poesie di Fernando Pessoa, come se potesse attribuirle a un altro…questo è anirvacaniya, l’inesprimibile, ciò davanti al quale i guru del Vedanta si ritrassero come un sol uomo. e qui è anche quella ammissione del male come componente cosmologica, prima ancora che etica, che fece leggere Sade a Bataille ed esclamare a Klossowski “Sade prossimo mio”, evitando, nietzschianamente, l’ipocrisia dell’ “ama il tuo prossimo come te stesso”, per non dire del contrario, l’odiarlo come noi stessi, come riuscirono a fare Lovecraft e Schopenhauer. Bataille disse che l’intuizione di Nietzsche del Dio è morto/Gott ist tot non ha voce, è la voce, e non nell’afonia, non si presta al codice, fuoriesce dal codice e piomba nel nudo, come il ritorno eterno dell’uguale, come tutto ciò che c’è di più grande nei Maestri, ripenso all’Io puro di Fichte o all’Unico di Stirner, il pensiero li condanna, la logica formale pure, il nonsense li assolve, per ciò che può dirne, un giorno eviteremo le classificazioni, non dico che ci dormiremo meglio sopra, ma…

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From → filosofia

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