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Zizek – Lacan + Lynch

31 dicembre 2016

visto il film di Zizek sul cinema perverso attraverso Lacan, per la maggior parte: la chiave di lettura degli Uccelli apre una porta già aperta sull’elemento comune che travalica nell’horror. si dice Unheimliche, Zizek lo traspone al Simbolico, o Grande Altro…Su tutte, Vertigo, ma very interesting l’analisi di Mulholland Drive e Lost Highway: ogni tentativo di dipanare l’insolubile appare votato all’insuccesso, e proprio per questo apprezzabile. da discutere, che l’uomo immaginizzi il coito e la donna ne discuta dopo nei modi delle rispettive narrazioni. Zizek alza le mani, e ammette la velleità ermeneutica, spera nella simpatheia; accordata. io ne apprezzo lo stile, il parlare English che sembra broken English, il lacanismo vissuto, non semplificato, se non a tratti, a differenza di tanti altri lacaniani (nous sommes en Italie…). una introduzione per chi non sappia raccapezzarsi sul Reale, l’esito ultimo dello sforzo-non-sforzo lacaniano. scelte azzeccate, talora angoscianti, concessioni allo splatter involontarie, ironia tutt’altro che involontaria: Zizek che si immola nel ruolo del padre giardiniere che è sul punto dell’infarto all’inizio di Blue Velvet. playback in Mulholland Drive, osservazioni pertinenti, lo spaesamento dello spettatore che assiste allo svenimento della cantante spagnola: llorando è sempre un significante valido, la voce come partial Objekt, mirata. il/lo Zizek che preferisco, immediato, più dello scrittore, che talora vagheggia o parentesizza nel politico. rivedrò Blu di Kieslowski o forse è meglio il Film Rosso…

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From → filosofia

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