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La Via dell’arte, 芸道, e i suoi destini

20 gennaio 2017

…Geidō nei termini del saggio, 芸道, suona la via dell’arte, cui vi si dedica se si ha tempo da sprecare; Tanizaki lo dice dalla maestria, geidan, 芸談, nel cogliere un gusto insapore, termine intraducibile come sempre, che si pasce del senso cinese e se ne distoglie, come sempre in Giappone: il gioco si fa duro, si sceglie la propria via (michi)…Certo, nella interpretazione conta pure la testa, ma dopo o a fianco di parole talmente insipide che il pennello o il tablet non le restituisce. Esistono interpretazioni illusorie aldilà della tecnica nuda? Le teorie estetiche sono tutte erronee, si potrà formularle, ma neppure al rango della zattera buddista, come espedienti provvisori sulla via del nirvana. Non la logica anything goes, dunque, bensì nothing goes. Nudità che si alimenta solo al proprio piacere, senza curarsi di un mondo di uomini che non potrà mai capire, e a cui, per questo, si anela.*

* ho cercato di non sciupare il discorso di Tanizaki, ho voluto perderlo, mentre me lo trovavo davanti…

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From → filosofia

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