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Nonsense: clinica/counseling

9 aprile 2021

L’analista del nonsense non cercherà mai di far dipendere da sé o dal suo metodo l’analizzato, e si augura che, il più presto possibile, costui si liberi dalla sua influenza. Tutto ciò che rischia di assumere una parvenza teleologica va escluso dalla strutturazione del setting: la durata delle sedute, seguendo un suggerimento di Lacan, non può essere predeterminata. In certe occasioni l’incontro sarà più lungo, in altre meno. Dal punto di vista convenzionale, la motivazione è questa: l’analizzato potrebbe indulgere alle resistenze, e sfruttare il tempo che gli è concesso a suo uso personale, per nascondersi anziché manifestarsi. Sul piano del nudo, va escluso tutto ciò che è meccanico, come la durata prestabilita delle sedute: l’analizzato deve trovarsi davanti alla imprevedibilità della vita, non a uno schema di condizionamento che non lo porterebbe da nessuna parte. Anche la pratica della meditazione, che il terapeuta suggerirà nei casi opportuni, non andrà effettuata con spirito meccanico e abitudinario, pena la totale assenza di efficacia.

copyright 2012 Leonardo Vittorio Arena, Nonsense o il senso della vita (www.amazon.it)

From → filosofia

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