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La verità nell’analisi?

12 aprile 2021

Un’applicazione terapeutica del nudo si fonda su un’epistemologia che smentisce il vero e il falso, e si rivela non duale. Così, ogni accenno all’interpretazione è da bandire. Già Freud passò dall’ interpretazione alla costruzione, nel tentativo di dichiarare che la realtà psichica è soggettiva; il primo termine rinvia al vero, il secondo all’efficacia dell’informazione. La terapia del nudo si spinge oltre, rifiutando anche la costruzione come residuo di un’epistemologia della verità (e ritenendo limitata quella dell’efficacia). Anche Lacan, dunque, con il suo esplicito richiamo alla verità è accantonato.[1] Che sia costruzione o interpretazione, ogni comunicazione dell’analista rischia di catapultare l’analizzato nella logica duale, esponendolo al principio di non contraddizione.


[1] “La verità si fonda sul fatto che parla, e non ha altro modo per farlo” (J. Lacan, “La science et la verité”, Écrits, Paris 1966; tr. it., “La scienza e la verità”, Scritti, Torino 1974, p. 872).

copyright 2015, Leonardo Vittorio Arena, Nonsense o il senso della vita (www.amazon.it)

From → filosofia

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