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Desiderare o no?

13 aprile 2021

Yang Zhu suggerisce di assecondare qualsiasi inclinazione: “da’ libero sfogo a ciò che l’orecchio vuole udire; a ciò che l’occhio vuole guardare; a ciò che il naso vuole fiutare; a ciò che la bocca vuole dire; collocati nel posto in cui il corpo vuole rilassarsi; dà libero sfogo alle azioni che la volontà vuole compiere” [1]. Se l’uomo reprimesse gli impulsi, ciò avrebbe gravi ripercussioni sul suo equilibrio psicosomatico: quindi, è meglio assecondarli. Questa concezione sembra costituire un perfetto contraltare al “desiderare di non avere desideri” (yu buyu), l’imperativo di Laozi; assecondare il desiderio o reprimerlo? Nel libro di Zhuangzi si suggeriscono entrambe le posizioni a un giovane che non sa come gestire la sua nostalgia per la donna lontana: deve continuare a pensarla o astenersene con uno sforzo di volontà? Si propende all’una o all’altra a seconda della propria natura, verificando quale risulti più efficace; il che lascia propendere per la complementarietà più che per una contrapposizione delle alternative.


[1] Liezi.

copyright 2015 Leonardo Vittorio Arena, L’innocenza del Tao (www.amazon.it)

From → filosofia

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