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La meditazione che preferisco

Secondo il nostro tipo psicologico, preferiremo il mantra o la mindfulness. In entrambi i casi il giusto atteggiamento mentale si ottiene con una pratica costante.

Leonardo Vittorio Arena. La via del risveglio. Manuale di meditazione, Milano, Rizzoli 2017, 63.

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L’ultimo giorno di vita

La non distinzione si può collegare al nudo. Dove tutto è possibile, il nudo si mostra. Come nell’airone. Ciò che ce ne discosta è l’idea che esistano tempi giusti o sbagliati. Per agire, per vivere. Non ci interessa la scelta della data. Ogni data è buona, in vista del nudo. La data non ha significato. Anche questo ci riporta al “non so”. Non so qual è il giorno per vivere, per innamorarmi. Gli altri fanno parte di un calendario: quello dell’esame, del matrimonio, di un battesimo o una morte. I giorni più significativi sono intercambiabili.

 

Sleepwalkers

Nei momenti dell’autoricordo Ouspensky vedeva i passanti come addormentati. Vagavano senza meta, in preda alle illusioni. Come Buddha, Gurdjieff pensa che l’essere umano sia avvolto nel sonno. Non riesce a svegliarsi, se non grazie alla mindfulness, che in Gurdjieff si chiama Self-Remembering (“autoricordo”, “ricordo di sé”).

Leonardo Vittorio Arena, La via del risveglio. Manuale di meditazione, Rizzoli Milano 2017.

Il nudo oltre il nulla

È questa interpretazione della shunyata (空) che consente di superare il nichilismo. Il nudo si rivela più forte del nulla (無) inglobandolo in sé. Si esce dal nichilismo, grazie alle metamorfosi del nudo. Il nichilismo non è più la corsa frenetica verso la morte o l’annullamento, bensì assurge a fondamento di un nuovo stile di vita: la vita si rivela in quanto morte, la morte si rivela in quanto vita.

Leonardo Vittorio Arena. Lo spirito del Giappone. La filosofia del sol levante dalle origini ai giorni nostri, Milano, Rizzoli, quinta edizione, 2017,p. 333.

Across the Universe

Bankei sembrava dividere l’esperienza in due fasi. Nella prima non sussistono più dubbi, né domande. È lo stadio più semplice, quello di una grande intuizione. Solo in seguito, però, si comprende come quest’esperienza non sia definitiva né risolutiva. Ci si rende conto delle insondabili profondità del Dharma 法. Quanto più ci si addentra nel risveglio, tanto più se ne scopre il mistero. Il processo di approfondimento spirituale è infinito. Al pari del non nato, il satori, 悟り, rivela sfaccettature sempre nuove.

Leonardo Vittorio Arena. Lo spirito del Giappone. La filosofia del sol levante dalle origini ai giorni nostri, Milano, Rizzoli 2017, quinta edizione, p. 210.

A Whiter Shade of Pale

Il contrario del “so” è la completa esposizione. Come quando la neve si sovrappone al gelo. Un corpo intirizzito, che non può scaldarsi. Un uccello bianchissimo, che si confonde con la neve. Entrare nel torrente con le scarpe bagnate. Quando siamo esposti, il mondo sembra nudo. Direi che lo è. Senza esempi che possano guidarci. La rotta è nostra, come l’uccello bianco. Non vuole creare arte, ma lo fa. La sua presenza sui picchi innevati è una garanzia. Si espone senza un significato. Non lo cerca, un significato.

Leonardo Vittorio Arena. Il nonsense rivisitato, di prossima pubblicazione

Il Noise della non mente

Il mondo si muove intorno a noi, fa rumore e vibra. Ascoltiamo canzoni da una radio lontana. Non dovremmo distinguere. “Questo suono mi piace, quello no.” Oppure: “Questi suoni sono articolati, quelli sono rumori.”
La mente dovrebbe sospendere il gioco di attrazione e repulsione, il giudizio e l’analisi. Tuttavia, se ciò si presentasse, verrà incorporato nella meditazione.

Leonardo Vittorio Arena. La via del risveglio. Manuale di meditazione, Milano, Rizzoli 2017, p. 128.