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Either/Or

La logica duale ci imbriglia: come non potessimo uscirne e tutte le nostre scelte ne dipendessero. Fare o non fare. La scelta sembra doverosa. Eppure comprendiamo che per le decisioni più importanti la dualità è inadeguata.

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La vera interpretazione

Commentare un libro implicherebbe copiarlo, trascriverlo senza cambiare una virgola. Come gli esegeti cinesi che ripetono l’originale aggiungendo o cambiando qualche parola.  Nessuno sembra deplorarlo o notarlo.

Cage nella gabbia del nonsense

Penso al “brano silenzioso” di John Cage. L’allievo ne legge, lo ascolta, ce ne chiede il senso. Non sarebbe riprovevole. Gli veniamo incontro, e con voce non impostata diciamo che glielo spiegheremo. Di fronte alle sue attese pronunciamo: “Il nudo è il nonsense.”

Parlo, del nonsense

Per cercare di combattere il non-sapere che non è tale e si alimenta del sapere grossolano, niente di meglio che lasciar citare all’allievo un brano di un libro. Non dico che si capirebbe se si inganna attraverso l’intonazione. Potremmo fare di più. Farglielo leggere: “Il nudo è il nonsense” – una frase non meno insignificante di altre, laddove il linguaggio mostra i suoi limiti.

Solo non-solo

Non possiamo parlare della solitudine, come per i grandi temi dello spirito, senza tradirla, guardandola dall’esterno come non fosse nostra, e facessimo sempre il paio con lei, con l’alter ego.

Assolo

Dire una solitudine totale, perfetta, comporta che non si sia mai soli e lo sguardo di un inconscio, un altro io, non cessi di seguirci come un’ombra, nei percorsi del sintomo, e le paure che, con il loro corteo, sono garanzia e tormento.

Topi di biblioteca

Dovremmo davvero liberarci degli accenni storiografici, o storici, della mentalità “per nodi”, che cerca gli spunti centrali del filosofo, dell’uomo, con il sunto o il compendio che mai svuotarono l’estrema complessità del reale.