Vai al contenuto

La freccia della vita e della morte

§81

 

“Su una distesa di campagna e tra l’erba bassa, alci e cervi a schiere. Si potrebbe centrare con la freccia l’alce tra gli alci?” chiese il monaco a Yaoshan.

“Ecco: una freccia!” esclamò Yaoshan.

Il monaco scivolò a terra.

“Attendente, portalo via” disse Yaoshan.

Il monaco si levò e fuggì.

“Gioca con una palla di fango: quando smetterà?”

Xuetou appese parole:

“Per tre passi vive, a cinque morirà.”

 

COMMENTO

La dualità è mimetizzata ma presente: alci e cervi, la freccia deve centrarne uno del primo gruppo. È come la spada che dà la vita o la morte dei samurai. Si riporta al soggetto: la freccia riguarda il monaco interrogante. Simula la ferita, la morte, vogliono spostarlo, fugge. Il gioco è una sequenza di movimenti, venati d’illusione. Ciò che interessa, di nuovo, è la dualità: stavolta inizio/fine. Le parole appese di Xuetou esplicitano il riferimento al soggetto, chi legge il koan o vi medita. La morte aleggia su tutto, a opera della freccia, nella simulazione, nell’imminenza finale.

Le iscrizioni della verde scogliera (Biyanlu) a cura di Leonardo Vittorio Arena (forthcoming nella collana “Il pensiero cinese”, e-book).

Annunci

Non-Suono e suoi destini

Il libro si articola su vari generi musicali, il rock, il jazz, la musica classica ed etnica, concentrandosi sul non suono. Ne sonda i tre parametri tradizionali, l’altezza, il timbro e l’intensità per ampliare il campo percettivo oltre il suono. La musica ci permette di scoprire una nuova realtà, extralogica e non comune. E cioè il nonsense, una visione che relativizza gli opposti, dove l’apollineo è il dionisiaco. L’indagine dell’autore, orientalista e filosofo, è dominata dallo spirito di contaminazione: l’antico e il moderno, l’Oriente e l’Occidente, la musica, la letteratura e la pittura, le sonorità e i silenzi si rincorrono; tutti all’insegna del non suono. Una trattazione estetica e musicologica, psicologica e antropologica, che scava nell’ermeneutica. Nella prospettiva di una musica mondiale si esaminano le opere di Terry Riley, Brian Eno, Richard Wagner, i Soft Machine, Ryuichi Sakamoto, David Sylvian e molti altri. Cos’é il Tao del non suono? Come ogni grande domanda metafisica, essa resta insolubile. Ciò non indica un limite, bensì la fecondità del non suono: quello del big bang, della chitarra di Eric Clapton e delle danze sufi è sempre il medesimo, che ha partecipato alla creazione dell’universo. L’autore, che ha pubblicato molte opere per i maggiori editori italiani, tiene corsi di meditazione sul valore spirituale della musica.

Leonardo Vittorio Arena, Il Tao del  non suono, http://www.amazon.it

 

Musashi e il libro del vuoto

…è difficile parlare del vuoto, o farlo in una prospettiva non buddhista o non taoista. Musashi riesce, in parte, nell’intento, e conclude la sua opera nel modo meno prevedibile eppure necessario. Come il Tractatus di Wittgenstein, si arresta di fronte al silenzio, pur non ritraendosene intimorito.

Il vuoto è il non esistente (mu). Un’ardita affermazione, in sintonia con il senso comune e distante dal buddhismo. Altrove si è sempre insistito sull’opposto: il vuoto non è l’esistente, né il non esistente. Musashi semplifica la questione, ma è lecito?

Il vuoto non è l’incomprensibile. Per niente kantiano, Musashi non ammette un noumeno, un limite della conoscenza. Anche questo è azzardato.

Leonardo Vittorio Arena (traduttore e curatore), in: Miyamoto Musashi, Il libro dei cinque anelli, Rizzoli, Milano 2015, XIIIa ediz., p. 107.

Nietzsche alter ego

 

Leonardo Vittorio Arena, L’altro Nietzsche, e-book

 

Un Nietzsche come non si è mai visto, attraverso alcune opere meno saccheggiate dalla critica e altre inquadrate in altra ottica. Un Nietzsche che non si sofferma sui “punti nodali”, trattati in un manuale o dalla storiografia oziosa e ripetitiva. L’opera è come un lungo dialogo tra l’autore e Nietzsche, senza cadere nei luoghi comuni o nelle trappole della volontà di potenza, il superuomo e l’eterno ritorno dell’uguale, cui il pensiero del filosofo è stato ridotto. Un’opera che recupera Nietzsche come maestro di vita, oltre che come filosofo esemplare. Per l’autore la storia della filosofia si divide in due tronconi: prima e dopo Nietzsche. L’autore, docente universitario, ha già pubblicato diversi volumi sul pensiero di Nietzsche, che studia da una quarantina d’anni. Dopo la lettura di quest’opera, Nietzsche sarà considerato un filosofo innovatore, capace di guidarci nel nostro secolo e oltre.

 

 

Nagarjuna in Chinese

Prima traduzione in italiano dalla versione cinese dell’opera di Nagarjuna, La dottrina della via di mezzo, un testo dei primi secoli dell’era cristiana, che espone una concezione radicale del Buddhismo. Ora che si comincia, finalmente, a conoscere e ad apprezzare il grande maestro indiano anche nel nostro Paese, e che la filosofia indiana non è più vista solo come una curiosità esotica, il Wittgenstein del Medioevo può darci preziosi insegnamenti. Un libro che non piace ai dogmatici di qualsiasi religione, e forse neanche a molti buddhisti. Perché fa piazza puliti di concetti e categorie a cui il neofita rischia di attaccarsi, fraintendendone il significato. Nagarjuna ci insegna a disfarci di ogni opinione, anche sul Buddhismo, se vogliamo penetrare l’essenza del suo messaggio, che è il nudo, il nonsense, come osserva l’autore della traduzione. Qualsiasi ostacolo può impedirci di cogliere questa realtà ultima, persino il Buddha, la comunità, o il Dharma stesso. Sconsigliato ai fanatici di qualsiasi fronte. Tuttavia, mentre per loro è tabù, può essere la fonte miracolosa cui abbeverarsi per gli spiriti liberi. Si può, attraverso la logica, liberarsi della logica? Un libro che sarebbe piaciuto a Nietzsche, o a Beckett. E a Krishnamurti.

Cage Nagarjuna Wittgenstein

una presentazione del mio libro su questa trinità non sacra:

CAGE NAGARJUNA WITTGENSTEIN

 

In this book, these three characters, only seemingly different, are dealt with. Each one gave a remarkable contribution to the history of the thought, or art, of the culture he belonged. Cage may be considered a philosopher, as well as a Taoist, or Zen thinker; Nagarjuna is a great master turning the history of Buddhism, not only the Indian, upside down; Wittgenstein opened up a nonsensical door to philosophy, elaborating a different logic from the formal. In this book, these three characters don’t dialogue each other, but a reader will be able to compare them, and to find out their relations in the different times and cultures. Music allows us to mix very different ways of thought, and to find new ways of overcoming problems, not only logical, but also existential. The author, a well-known Italian orientalist, who has published many books, asks himself about the meaning of life, death, and art, through these three thinkers. He does not search for a truth, but rather for non-meaning and nosound, trying to demolish the wall of language, but without, at the same time, leaving it behind; thus, the manifold teachings of these three thinkers can be followed.

Transumano domani

…può tradurre il superuomo di Nietzsche o di Aurobindo? aspettiamo, torneremo, crionici, su una macchina che si reincarna a partire dai progenitori dell’età della pietra, da cui nacquero robot umani e a cui si torna con il mito dei robot, ultima frontiera- cyborg – dell’era Gibson/P. K. Dick – in un futuro dove gli epigoni mortuari vengano sconfitti, sempre in nome del Nudo— lettere paoline per una disfatta del decesso — mormoni e buddhisti Theravada in sintonia per una volta — nutriamocene…